EMERGENZA NORD AFRICA

Il 12 febbraio 2012, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, è stato dichiarato lo stato di emergenza umanitaria nel territorio nazionale per l’eccezionale afflusso di cittadini provenienti dai paesi del nord Africa, conseguenza dell’instabilità politica dell’area.


Nel territorio Trapanese l’emergenza nord Africa si è trasformata in normalità nord Africa poiché le nostre coste rappresentano una meta facilmente raggiungibile e da cui ripartire per perseguire l’obiettivo di un futuro migliore.
A distanza di 18 mesi dall’ufficializzazione del carattere emergenziale del fenomeno, il territorio Trapanese risulta ancora impreparato a gestire i continui sbarchi di extracomunitari in quanto vengono create continuamente strutture temporanee totalmente inadeguate per l’accoglienza di questi ultimi ma anche per il personale di Polizia, vedasi recente situazione a Mazara del Vallo.

MA AL PEGGIO NON C’ E’ MAI UN LIMITE

L’ultimo centro temporaneo per l’accoglienza degli extracomunitari è stato creato in una contrada del comune di Marsala, nei pressi dell’ autoparco comunale, una struttura abbandonata che probabilmente fino a qualche tempo fà era adibita a mercato ittico e di recente utilizzata dalle guardie ambientali.
Lì gli “ospiti”, in un clima da lager nazista sono stati alloggiati in “camere multiple” ricavate da vecchie celle frigo dismesse.
Le “suite”, già prive di finestre, ovviamente non erano dotate di bagno in camera, infatti, l’unico bagno presente si trovava ad una distanza di circa 15 metri(alla faccia dell’incontinenza) ed i materassi senza rete erano poggiati direttamente a terra.
I frigo, pardon, le camere, prive di aereazione, presentavano due porte a tenuta stagna mentre la porta d’uscita, dalla quale si accedeva al piazzale esterno, era bloccata con mezzi di fortuna per impedire la fuga degli “ospiti” con buona volontà del personale addetto alla vigilanza, già numericamente inferiore per un servizio di ordine pubblico espletato in quelle condizioni.
A coronare il tutto, la presenza di contenitori colmi di spazzatura posizionati nelle immediate vicinanze delle camere frigo, le cui esalazioni nauseanti di certo non contribuivano a rendere gradita la permanenza in quel sito.
Evidentemente i vertici della Questura di Trapani hanno presto metabolizzato la recente inchiesta legata al C.I.E. di Milo.
Lungi dal voler essere polemici, la nostra O. S. auspica che una situazione di una così inaudita gravità non abbia più a ripetersi e che detto sito venga per il futuro destinato alla sua destinazione naturale, la conservazione del pesce spada.
Restituiamo al personale le condizioni di sicurezza sul lavoro in un contesto più ampio di rispetto dei diritti umani dei migranti.

LA SEGRETERIA PROVINCIALE
UIL POLIZIA TRAPANI

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