Violenza sulle donne. Lettera aperta alle istituzioni - Parisi (P.O.Uil Tp): “Non si fa abbastanza. Serve più informazione”

La responsabile Pari Opportunità Uil Trapani Antonella Parisi scrive una lettera aperta alle istituzioni locali con la quale chiede maggiore attenzione da parte degli organi competenti per contrastare il fenomeno sempre più diffuso della violenza ai danni delle donne.

 

“Non si ferma l’ondata di violenza che continua a travolgere le donne di tutte le età e a qualunque latitudine. E’ di pochi giorni fa la notizia di tre efferati delitti contro altrettante donne che da Brescia a Misterbianco hanno portato alla ribalta delle cronache quella che può definirsi ormai una vera e propria piaga sociale: il femminicidio. E’ evidente che le istituzioni preposte a proteggere le donne non fanno abbastanza.

Abbiamo già detto della inadeguatezza dei centri antiviolenza, ma ritengo che si debba lavorare di più e meglio anche sul piano dell’informazione. Le donne infatti spesso non hanno contezza di come possano difendersi, e ciò nonostante negli ultimi anni la legislatura italiana abbia fatto passi da gigante riguardo alla tutela delle donne, sia sul piano repressivo che su quello preventivo.

E’ assordante il silenzio delle istituzioni, specialmente a livello locale, che poco o nulla fanno per diffondere con ogni mezzo tali informazioni, lasciando troppo spesso alle associazioni di volontariato il compito di fare informazione ed opera di sensibilizzazione rispetto ad un tema tanto importante.

Le donne abusate dovrebbero sapere, ad esempio che grazie alla legge sul femminicidio entrata in vigore nel 2013, è stato stabilito il gratuito patrocinio a tutte a prescindere dal reddito, come si dovrebbe sapere che le normative prevedono che chi si rende conto di condotte moleste su una donna può avvisare le forze dell’ordine che procederanno in via preventiva ad ammonire il soggetto garantendo, allo stesso tempo, l’anonimato di chi ha effettuato la segnalazione.

È fondamentale che i casi di Misterbianco, Brescia e Pozzuoli ci inducano ad una seria riflessione e ci spingano a mettere in atto una vera rivoluzione culturale, a cui devono affiancarsi azioni concrete. 

Confidiamo in un risveglio delle istituzioni tutte, affinché si capisca che siamo di fronte ad una vera emergenza da seguire con un impegno che in realtà si continua a non dimostrare a tutti i livelli, visto che a tutt’oggi in molti comuni non esiste nemmeno un responsabile per le Pari Opportunità, per non parlare del livello nazionale dove è ancora vacante l’ufficio del Capo del Dipartimento delle Pari Opportunità.

Un pensiero va, inoltre, alla sconcertante sentenza del tribunale di Palermo sul caso di un uomo assolto dall’accusa di molestie sessuali perché ritenuto “immaturo”. Nelle motivazioni si parla di un comportamento «inopportuno e prevaricatore» che testimonia «l’immaturità» dell’imputato. Secondo il tribunale, però, non è stato commesso un reato perché, l’uomo fece effettivamente quel che gli viene contestato ma senza trarne «appagamento sessuale» e senza «limitare la libertà sessuale delle due donne». I giudici hanno inoltre tenuto conto del contesto in cui si sono svolti i fatti, che era «scherzoso», e quegli atti erano di conseguenza «privi di connotato sessuale». Restiamo senza parole questa sentenza è sicuramente il segno che molto resta ancora da fare!"

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