A rischio licenziamento 32 lavoratori della Group Pellegrino. Lunedì sit in Cgil Cisl Uil davanti la Prefettura di Trapani

Protesteranno lunedì mattina davanti la sede della Prefettura i 32 lavoratori della Group Pellegrino Import Export Srl che rischiano di essere licenziati perché l'Agenzia dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha deciso di interrompere il contratto di affitto con la ditta che gestiva la cava di contrada Noce a Custonaci.

A proclamare la protesta, che si articolerà con un sit in a partire dalle 10, sono la Fillea Cgil, la Filca Cisl e la Feneal Uil, che hanno anche chiesto di incontrare, insieme a una delegazione di lavoratori, il Prefetto per “sollecitare un intervento che risolva una situazione che sta mettendo seriamente a rischio il futuro occupazionale dei dipendenti dell'azienda”.

In particolare, nel 2013 la sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Trapani aveva autorizzato l'Amministratore giudiziario della cava ad affittare il terreno, sequestrato alla criminalità organizzata, all'azienda Group Pellegrino Import Export Srl. La stipula del contratto avvenne pochi mesi dopo: l'azienda sostenne importanti investimenti economici, assunse una trentina di addetti e avviò l'attività estrattiva del marmo versando allo Stato 45 mila euro annui.

Dopo due anni, lo scorso maggio, l'Agenzia dei Beni sequestrati e confiscati ha, però, notificato all'azienda l'ordinanza di sfratto.

La cava è stata liberata lo scorso ottobre, nonostante l'azienda avesse chiesto di poter acquistare la cava o di proseguire con il contratto di affitto apportando una rimodulazione dei canoni.

“Ciò che sta accadendo – dicono i segretari della Fillea Cgil Enzo Palmeri, della Filca Cisl Francesco Danese e della Feneal Uil Giuseppe Tumbarello – è estremamente grave e sta determinando gravi ripercussioni sul piano economico e occupazionale. L'utilizzo e la valorizzazione di un bene sequestrato e confiscato alla mafia – proseguono - rappresenta un segnale forte e importante per l'affermazione della legalità, per questo la disponibilità e l'impegno delle imprese sane che subentrano alla mafia va sostenuta e incentivata”.

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